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Dermatologia: Melanoma, prevenzione, diagnosi precoce e mappatura dei nei

Il melanoma è il tumore cutaneo più aggressivo e la sua incidenza in Italia è più che raddoppiata in vent’anni è infatti il terzo tumore in Italia per incidenza: dai 6.000 casi del 2004 agli attuali 15.000. Un dato allarmante, ma con una certezza fondamentale: se scoperto precocemente, guarisce nel 90% dei casi.
Il 70% dei melanomi nasce da nei nuovi, non dalla trasformazione di nei preesistenti. Per questo il monitoraggio periodico è essenziale. La mappatura con videodermatoscopia non è un semplice controllo visivo: è un censimento sistematico e documentato di tutte le lesioni pigmentate, fotografate e archiviate digitalmente. Lo strumento ingrandisce ogni neo fino a cento volte, rende visibili strutture invisibili a occhio nudo e — confrontando le immagini nel tempo — rileva anche minime variazioni sospette. 
I principali fattori di rischio sono l’esposizione ai raggi UV (sole e lampade abbronzanti), la carnagione chiara, la familiarità e la presenza di molti nei atipici.
La mappatura è raccomandata ogni anno per chi è a basso rischio, ogni sei mesi per i soggetti più vulnerabili. Diagnosticare il melanoma presto non salva solo vite — riduce i costi per il sistema sanitario, evitando terapie oncologiche complesse e costose. Lo screening non è una spesa: è un investimento.

Per quanto concerne la protezione solare:

Le creme solari chimiche proteggono dal sole, ma alcuni loro ingredienti sollevano dubbi legittimi.
L’ossibenzene, il filtro UV più diffuso, viene assorbito dalla pelle ed è rilevabile nel sangue e nel latte materno. Stesso discorso per octinoxato, omosalato e octocrilene, tutti con segnali — ancora non definitivi — di interferenza con il sistema endocrino.
La scienza non ha ancora dimostrato danni certi nell’uomo, ma la FDA americana ha già preso posizione: gli unici filtri dichiarati sicuri senza riserve sono ossido di zinco e biossido di titanio, i filtri minerali, che agiscono per riflessione fisica e non vengono assorbiti dalla cute.
La conclusione non è che la foto protezione va prescritta dal dermatologo che oggi può scegliere formulazioni minerali, efficaci e disponibili, soprattutto per bambini, donne in gravidanza e soggetti con problemi endocrini.